In passato, i regolamenti condominiali potevano vietare ai proprietari di tenere animali domestici nelle proprie abitazioni. Tale possibilità era garantita dall’art. 1138 del Codice Civile, che permetteva all’assemblea di adottare regolamenti vincolanti anche in materia di animali.
Tuttavia, la legge di riforma del condominio n. 220 del 11 dicembre 2012, entrata in vigore il 18 giugno 2013, ha modificato l’articolo 1138 c.c., introducendo il seguente comma:
“Le norme del regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali domestici.”
Da questa data, nessun regolamento condominiale può più impedire ai condomini di tenere animali domestici, garantendo così una tutela sia per i proprietari sia per il benessere degli animali stessi.
Limiti e norme comportamentali
Pur essendo consentita la presenza di animali, è obbligatorio rispettare una serie di regole di comportamento, che trovano fondamento in vari articoli del Codice Civile e penale e nel buon senso civico:
Gli animali devono essere condotti al guinzaglio nelle aree comuni (art. 2052 c.c. responsabilità del proprietario, normativa ministeriale su sicurezza)
In ascensore o spazi chiusi comuni, è necessario far indossare la museruola per evitare rischi agli altri condomini (regolamenti municipali, D.P.R. n. 320/1954, art. 83)
L’igiene deve essere sempre curata, evitando che animali sporchino le parti comuni (art. 844 c.c. sull’immissione di rumori e odori nel fondo altrui e obblighi di non ledere il diritto degli altri)
Gli animali non devono disturbare la quiete e il riposo altrui con rumori, latrati o schiamazzi (art. 659 c.p. “Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone”)
Clausole specifiche negli appartamenti
Il singolo proprietario può inserire nei contratti di locazione clausole che vietano la presenza di animali domestici solo all’interno del proprio appartamento, ma non può vincolare le scelte degli altri condomini o il regolamento generale.
Cosa può fare l’amministratore in caso di disturbo o maltrattamento?
Può segnalare alle forze dell’ordine un comportamento che eccede la normale tollerabilità, invocando l’art. 659 c.p.; può scattare una sanzione amministrativa fino a €309 o la reclusione fino a 3 mesi
Può rivolgersi ai servizi veterinari del Comune o alle ASL competenti, soprattutto in caso di maltrattamento animale; in base all’art. 544-ter c.p., il maltrattamento di animali prevede fino a 18 mesi di reclusione e sanzioni sino a €30.000
Conclusioni:
Si possono vietare gli animali domestici in condominio?
La risposta è no ma i proprietari devono rispettare alcune regole normative e soprattutto il buon senso del vivere civile.
Riferimenti normativi principali:
Art. 1138 Codice Civile (come modificato dalla Legge n. 220/2012)
Art. 2052 Codice Civile (danni cagionati da animali)
Art. 844 Codice Civile (immissioni)
Art. 659 Codice Penale (disturbo della quiete)
Art. 544-ter Codice Penale (maltrattamento di animali)
D.P.R. n. 320/1954, art. 83 (norme su sicurezza e igiene animali)

